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Omicidio Governale: Castronovo è colpevole

Enna, 01/09/2010 -

Da www.vivienna.it

Dopo dieci udienze si è concluso il processo con il rito abbreviato che vedeva alla sbarra Enrico Carlo Castronovo, 42 anni, imprenditore edile armerino, e Concetto Chiella, accusati il primo di omicidio con distruzione del cadavere del venditore ambulante Carmelo Governale, omicidio avvenuto il 22 ottobre del 2007 in contrada Montagna di Gebbia, il secondo di partecipazione alla distruzione del cadavere. Il Gup David Salvucci ha condannato a 17 anni e 4 mesi Enrico Carlo Castronovo, esclusa la sussistenza delle aggravanti come la premeditazione, mentre Concetto Chiella è stato condannato a 4 anni, in quanto è stata operata la riduzione per la scelta del rito abbreviato. I due imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, inoltre Enrico Carlo Castronovo è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale durante la pena e sospeso dall’esercizio della potestà di genitore durante la pena, inoltre gli è stata comminata la misura di sicurezza della libertà vigilata per quattro anni, mentre Chiella è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. I due sono stati condannati al risarcimento dei danni arrecati ai familiari di Governale, da liquidarsi in separata sede civile, con una provvisionale di 30 mila euro in favore di Gaetana Balzo e di 90 mila euro in favore della moglie di Governale, Katiuscia Puccia. Il GUP David Salvucci ha anche disposto la trasmissione della sentenza all’ufficio del Pubblico Ministero per le valutazione di competenza in ordine alla posizione di Concetto Chiella, che viene ritenuto partecipante all’omicidio di Carmelo Governale ed alla testimone Lina Campana. L’omicidio di Carmelo Governale è avvenuto il 22 ottobre 2007, quando, secondo la ricostruzione fatta dai Carabinieri, Enrico Carlo Castronovo ed il fratellastro Umberto, che sarà processato per questo delitto in Corte di Assise a Caltanissetta, con la complicità probabile di Concetto Chiella, hanno costretto a salire su una Alfa GT della vittima, Carmelo Governale, poi ucciso a colpi di pistola dopo una accesa discussione, trasferitisi a Montagna di Gebbia, l’auto e il cadavere sono stati bruciati per rendere impossibile il riconoscimento del cadavere. L’identificazione di Governale è stata fatta solo attraverso il Dna. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Armerina, coordinati dal capitano Michele Cannizzaro, subito dopo il rinvenimento del corpo, hanno iniziato le indagini, con intercettazioni telefoniche ed ambientali ed in una di esse hanno raccolto la dichiarazione di Umberto Castronovo, che, sotto l’effetto dell’alcool parlava dell’omicidio. Un ruolo importante, in questo processo, lo ha avuto l’ex moglie di Enrico Carlo Castronovo, che, chiamata a deporre, ha dichiarato di avere visto il marito, la sera del delitto, con il giubbotto e le scarpe sporche di sangue e di avere sentito il marito raccontare le varie fasi dell’omicidio.

La figlia di Enrico Castronovo, Virginia ha atteso fuori dall’aula penale con il marito la sentenza. E’ stata una attesa carica di tensione. La lettura del dispositivo della sentenza da parte del Gup David Salvucci è durata oltre quindici minuti. Stranita, un po’ in stato confusionale, non si aspettava questa condanna. «Sono sconvolta – ha detto alla fine del processo Virginia Castronovo, assistita dal suo avvocato, Sinuhe Curcuraci – Non pensavo che si arrivasse ad una condanna così pesante. Ero fiduciosa, addirittura mio padre stava programmando la ripresa del lavoro. Non so ora cosa succederà, spero in un miracolo, sono convinta dell’innocenza di mio padre; molto è dipeso dalle dichiarazioni di mia madre».

Il PM, il Procuratore Calogero Ferrotti, ha ascoltato la sentenza, quindi ha dichiarato che il giudice ha accolto tutti i punti messi in campo dall’accusa ed ora dovrà valutare la posizione di Concetto Chiella, il quale viene ritenuto responsabile anche dell’omicidio di Governale. L’avvocato Sinuhe Curcuraci si è dichiarato parzialmente soddisfatto perché al suo assistito non sono state attribuite delle aggravanti, come la premeditazione, che avrebbero potuto incrementare la pena. «Il Giudice non ha creduto alle due versioni sul delitto – ha dichiarato Sinuhe Curcuraci-  aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza prima di proporre ricorso, vogliamo renderci conto di tutto quello che ha scritto il Gup. E’ chiaro che questa sentenza avrà delle ripercussioni sul processo che si svolge in Corte d’Assiste a Caltanissetta a carico del fratellastro Umberto Castoro, perché oramai la vicenda giudiziaria vede i fratelli Castronovo entrambi coinvolti nell’omicidio Governale». Soddisfatti i due avvocati di parte civile, Marco Di Dio Datola e Walter Castellana, tenuto conto della provvisionale che i condannati saranno costretti a pagare alla famiglia di Carmelo Governale.

 


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