Randagi si, ma senza amore!
Piazza Armerina , 22/10/2010 -
E’ Gianluca Messina, segretario dell’Una armerina (l’associazione animalista nazionale che si è occupata negli ultimi mesi di trovare una soluzione al problema del randagismo) a tracciare un primo bilancio in relazione al progetto di sterilizzazione dei cani randagi che è in atto nella nostra città.
«Si è creata una positiva sinergia fra tutti i soggetti interessati – dice il presidente dell’Una – la principale difficoltà è stato il necessario coordinamento di Demanio forestale, Azienda sanitaria provinciale e Comune perché questo progetto “pilota” potesse aver inizio».
- In cosa consiste questo progetto pilota?
«Grazie a questo semplice progetto – risponde Gianluca Messina - i primi cinque cani randagi sono stati sterilizzati, forniti di microchip e reimmessi nel luogo di prelevamento. I cani sterilizzati sono stati muniti di collarino con la medaglietta fornita dai veterinari dell’ASP. La sterilizzazione è, a nostro avviso, il migliore strumento di lotta al randagismo ed è confortata a livello nazionale da una positiva valutazione degli esperti».
- Questa metodica tuttavia continua generare polemiche!
«Sì, si tratta di polemiche portate avanti da persone che non hanno una vera sensibilità per la salute degli animali, anche se è nostra opinione – continua il presidente dell’associazione Una – che più che contro la tecnica di sterilizzazione le recenti espressioni di dissenso siano state dettate da ragioni di contrapposizione politica. L’associazione Una armerina non intende avvallare dispute di tipo politico, ma di fronte a valutazioni superficiali non può far mancare di esprimere compitamente la sua posizione».
- Quali saranno i vantaggi di questo progetto?
«Quando il numero dei cani sterilizzati sarà rilevante sul territorio – risponde Gianluca Messina – si potrà constatare un netto miglioramento del rapporto di convivenza tra gli animali e l’uomo; infatti verranno meno i branchi di cani inferociti per la supremazia del territorio e per la conquista della cagne in calore, circostanze queste nelle quali talvolta si verificano le aggressioni all’uomo, non si vedranno più cucciolate in giro per le strade, si ridurrà drasticamente il numero delle cagne in calore che sono l’origine della composizione dei branchi tanto temuti. A ben pensarci tra qualche mese si potranno cogliere importanti risultati di questo molteplice e responsabile impegno».
- Avete pensato alla necessità di informare i cittadini di questo cambiamento culturale nei confronti dei cani randagi?
«Si, per questo e anche per evitare allarmismi ingiustificati, l’Associazione Una Armerina sarà presente in ogni quartiere per rispondere alle domande dei cittadini per divulgare una corretta informazione».
- Cosa si attende adesso perché il progetto pilota diventi consuetudine?
«Siamo in attesa – conclude il Presidente Gianluca Messina – del prescritto parere della Prefettura di Enna; una condivisione del progetto che ci consentirà il prosieguo delle attività di sterilizzazione».
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