HOME Redazione Pubblicità Contatti   Giovedì 23 Febbraio 2012  
 

Tutte le News
Cronaca
Politica
Economia
Cultura
Società
Sport
Eventi
Spettacolo
Tempo Libero
Coming Soon
I nostri editoriali
I nostri consigli
Le nostre interviste
Galleria Fotografica
Video
Links
Giornale
Rss
 
Le Città degli Erei
Piazza Armerina
 
News

Nigrelli e la Dama di Ferro

Piazza Armerina, 22/01/2012 -

La segretaria generale rende un servigio al primo cittadino. Ma lui non ne ha bisogno. Sono otto i paladini che lo difenderanno dagli strali dell'opposizione.

Il sindaco Carmelo Nigrelli ha reagito alla presentazione della mozione di sfiducia seguendo la sua filosofia del massimo profitto col minimo sforzo. Da un lato ha commissionato all’esperta segretaria generale un farraginoso provvedimento carico di eccezioni procedurali per invalidare il documento su questioni meramente formali e di nessun rilievo politico, dall’altro ha messo in atto la minimale strategia dell’arrocco.

Andiamo alla prima questione: la dottoressa Carolina Ferro (nella foto), in adempimento del mandato assegnatole dal primo cittadino, ha scoperto che le sigle di convalida del documento non erano apposte da tutti i consiglieri nelle otto pagine in cui si dispiega il testo della mozione. Facile osservare che ai fini della continuità ne sarebbe bastata una, quella del primo firmatario, che era presente in tutti i fogli del documento. La “dottoressa sottile” ha osservato anche che le firme dei consiglieri non erano leggibili e pertanto non poteva essere certa della loro identità e legittimazione di consiglieri comunali. Stupefacente l’osservazione! Infatti, la dottoressa Ferro conosce perfettamente le firme dei venti consiglieri comunali che, nell’adempimento delle loro molteplici funzioni, firmano continuamente, con più o meno plausibili scarabocchi, ogni genere di documento senza che mai sia stata rilevata questa loro “strana” abitudine, né mai sia stata decretata l’invalidità dei documenti firmati. Se pure vogliamo dare per buona l’interpretazione scrupolosa della segretaria, sarebbe bastato che lei, garante terzo della legalità degli atti, avesse chiamato i consiglieri di cui non si leggeva chiaramente il nome, per farsi sottoscrivere il documento o una dichiarazione da allegare all’atto nella quale i consiglieri distratti riconoscevano la loro firma. La maestra di legalità (e di forma) si spinge oltre e dalla sua cattedra, vicina al cuore del sindaco Nigrelli, pontifica: «La Mozione avrebbe dovuto avere il suo inizio con la seguente formula: i sottoscritti consiglieri comunali e di seguito indicati a chiare lettere nome e cognome dei consiglieri sottoscrittori».

Per la segretaria la mancanza di questo incipit renderebbe improcedibile la mozione.

Si raggiunge il massimo del patetico quando la dottoressa di Ferro, argomenta su un aspetto formale che, secondo lei, è anche di sostanza: «Tutte le pagine del testo dattiloscritto sono appositamente numerate fino a pagina otto, l’ultima pagina contenente le sottoscrizioni …. non è numerata».  Urca! Che considerazione! Ella legge troppe gazzette ufficiali. E’ cresciuta nel tempo dei formalismi notarili.

 Adesso non è più così; anche Mozart potrebbe scrivere le sue magnifiche opere musicali su pentagrammi tracciati in rotoloni di carta igienica Regina.

Se i consiglieri avessero deciso di usare un lungo foglio srotolato da una confezione gigante di Tutto Cucina, quello che si usa per le pulizie di casa e avessero vergato a mano, con una penna stilografica verde, il testo della mozione, con più grafie e perfino alternando il senso orizzontale a quello verticale, se tuttavia il testo avesse contenuto esattamente il richiamo all’articolo di legge e le firme di almeno otto consiglieri, pur scandalizzata, la dottoressa Ferro non avrebbe potuto far altro che portare l’indecente documento in Consiglio comunale, per dibattere la Mozione di sfiducia al sindaco Nigrelli.

La storia delle censure mosse alla mozione termina così: il presidente del Consiglio comunale è diffidato. Non convochi il Consiglio comunale “quasi” certamente foriero di danno erariale. Ahi, ahi, che male!

I consiglieri firmatari non si sono scomposti più di tanto. Hanno biasimato lungamente la dottoressa Ferro, segretaria generale vicina al cuore del sindaco Nigrelli, e hanno firmato nuovamente il documento seguendo scrupolosamente le prescrizioni della signora maestrina. Lo spettacolo andrà in scena comunque.

Quanto a Nigrelli, troppo furbo per non capire che le eccezioni procedurali avrebbero ritardato ma non fermato l’iniziativa dei suoi oppositori, lui ha riunito i suoi otto consiglieri ancora fedeli e ha preteso che gli giurassero perenne amore. Primo tra tutti il prode consigliere Riccardo Calamaio, censore dell’opposizione consiliare, che attacca la minoranza (oggi maggioranza) rea di non comprendere il fantastico lavoro messo in atto dal sindaco e di non aver saputo elaborare un piano strategico alternativo alle opere faraoniche messe in campo dal primo cittadino e di cui fra poco si raccoglierà il frutto della semina. Calamaio si spinge perfino ad affermare che l’opposizione sarebbe divisissima (hanno firmato in nove, quasi senza battibecchi) mentre la maggioranza sarebbe, secondo lui, forte e coesa (Battista dammi la piuma!!). Lancia anatemi e dimentica che nei quasi quattro anni trascorsi lui è stato spesso infedele, critico, a volte perfino polemico ed incazzato nei confronti di Nigrelli. Sarà successo qualcosa per spingersi fino all’inverecondia?

Il sindaco grazie al documento firmato dagli otto suoi prodi, non ha motivo di temere: la mozione di sfiducia è già respinta. La buona dama di Ferro avrebbe potuto risparmiarsi la figuraccia.

Ma chissà perché c’è agitazione a Palazzo di Città? Forse il sindaco non dorme tranquillo? Un incubo ricorrente gli agita le notti? Forse sogna Basilio Fioriglio che arringa contro di lui? O si sveglia al tredicesimo sì che lo condannerebbe a lasciare per sempre la poltrona di Sala delle luci?

La strategia dell’arrocco non paga! Non era forse tra gli otto consiglieri comunali che firmarono il documento di fiducia al sindaco Prestifilippo la consigliera Elisa Volturo, la stessa che al ritorno da un viaggio a Palermo decise di votare contro il sindaco che aveva deciso di sostenere?

E non fu forse un’impercettibile scintilla, un’imprevedibile malaugurata circostanza, che fece determinare all’ultimo istante il consigliere Oreste Marino a votare la sfiducia contro il sindaco Sottosanti?

E che spettacolo per tutti sarà il giorno del redde rationem! Vi ricordate quel Filippo Miroddi, incredibile presidente del Consiglio comunale, che volle il maxi schermo in Piazza Garibaldi per far vedere in diretta al popolo come si decapitava un sindaco?

La tensione sta salendo. C’è preoccupazione vera in giro. C’è chi dice che il tredicesimo consigliere sia nella manica di uno dei maggiori protagonisti della cospirazione cittadina. Agostino Sella si era affrettato a smorzare i toni: «Angelo Trebastoni disconosce la sua firma. Non voterà mai la mozione di sfiducia». A quanto pare Trebastoni ha firmato, sia la prima, sia la seconda volta; vuole sapere dal suo segretario, Giuseppe Mattia, a quale progetto politico dovranno indirizzarsi i partiti dell’opposizione dopo la sfiducia, ma è pronto a votare e ha già detto che lui intende continuare a far politica, ma non più nel ruolo di consigliere comunale. Forse ha dunque anche lui interesse a voltare pagina.

A quanto pare Carmelo Nigrelli sarebbe disponibile a concedere qualcosa ma non a toccare la sua giunta. Lui difficilmente tratterà con l’opposizione: delegherà invece il suo vice sindaco, Teodoro Ribilotta. Il successo allora è assicurato.


visualizza la news stampabile in PDFVersione PDF stampabile Condividi questa news su FacebookCondividi su Facebook  Indietro

 

 

Links Utili
Orizzonti on Facebook
 
Orizzonti - Edizione online del periodico Orizzonti.
Testata giornalistica registrata con il n. 45 del 6 ottobre 1983 del Tribunale di Enna. Direttore Responsabile dott. Maurizio Prestifilippo

Via Roma 65 - 94015 Piazza Armerina - e-mail: info@orizzontierei.it