Nell’ambito dell’operazione denominata “BELVEDERE”, oltre centocinquanta Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, con il supporto dei militari dei Nuclei Cinofili di Nicolosi (CT) e Palermo e del Nucleo Artificieri di Palermo, hanno dato esecuzione a otto ordini di custodia cautelare emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nissena, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di tre omicidi, maturati nell’ambito di una grave frattura interna alleorganizzazioni dedite al traffico di sostanze stupefacenti tra la Germania e Barrafranca. Presumibilmente all’interno di questa faida possono essere inquadratianche un omicidio avvenuto a Colonia (Germania) nel 2002 ed un altro tentato omicidio verificatosi a Barrafranca nel luglio del 2008, quello ai danni di Tambè’Vincenzo, che dopo pochi giorni dal suo rientro dalla Germania, venne colpito da due colpi di fucile a canne mozze che vennero parzialmente deviati dal montante della Fiat Barchetta su cui il Tambè viaggiava.
Le indagini, avviate nel novembre dello scorso anno per contrastare il traffico degli stupefacenti nell’area barrese, hanno permesso di acclarare le responsabilità di alcuni dei soggetti arrestati in ordine ai seguenti fatti di sangue:
–Omicidio di CARONTE Salvatore avvenuto in Barrafranca tra il 18 e il 21 novembre 2007; il cadavere fu rinvenuto ai margini di una strada interpoderale in un campo coltivato ad ortaggi con una ferita di arma da fuoco alla testa;
–Omicidio di MAROTTA Maurizio Antonio avvenuto il 26 dicembre 2010 nei pressi del bar Matrix sito in viale della Repubblica di Barrafranca, poco dopo essere salito sulla propria autovettura, unitamente al fratello MAROTTA Gaetano, anch’egli rimasto ferito alla gamba;
in quell’occasione il Comune di Barrafranca ordinò la chiusura del bar dove l’omicidio era stato consumato perché, nella circostanza dell’omicidio, non solo nessuno dei presenti rese alcuna dichiarazione utile agli inquirenti, ma addirittura non vennero nemmeno avvisate le forze dell’ordine dopo la sparatoria; infatti il proprietario del bar si limitò a richiedere l’intervento del 118, riferendo che una persona era rimasta ferita in un incidente stradale ed omettendo qualsiasi riferimento alla sparatoria;
–Omicidio di TAMBÉ Gianni avvenuto l’ 11 agosto 2011 all’interno del bar Black Out sito in viale della Repubblica di Barrafranca dove il killer entrava esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco, uno dei quali, andava a colpire anche un ignaro avventore che rimaneva leggermente ferito.
L’indagine condotta dal dipendente Nucleo Investigativo coadiuvato da personale della Stazione CC di Barrafranca e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Caltanissetta, e tutt’ora in corso, ha permesso di verificare l’affermarsi di organizzazioni di tipo mafioso, operanti con tipici metodi mafiosi e già dotate di una capacità intimidatoria da indurre alla paura ed alla omertà,dedite principalmente al traffico di stupefacenti. Tali organizzazioni ed i loro affiliati si rapportano alla tradizionale famiglie di Cosa Nostra di Barrafranca ora in termini di stretta collaborazione e collegamento, ora concorrendo con la stessa per il controllo del territorio. Nell’ambito delle investigazioni sono emersi stretti legami tra gli arrestati e la comunità barrese presente in Germania, fortemente rappresentata soprattutto nella città di Colonia: lo stesso MAROTTA Maurizio Antonio trovò la morte al paese natale nonostante avesse residenza tedesca da ormai da 10 anni.
I moventi degli omicidi sono da ricondurre sia alla necessità di assicurarsi il controllo ed il monopolio del traffico degli stupefacenti, dopo una rottura degli equilibri preesistenti anche a seguito dell’ingrandirsi del volume e dell’importanza degli affari trattati, ed alla esigenza comunquedi affermare la propria capacità di intimidazione e di controllo sul territorio (è il caso in particolare dell’omicidio CARONTE, ucciso per il poco rispetto dimostrato con il suo comportamento).
Le indagini, condotte con modalità investigative di tipo tradizionale e tecnico, hanno trovato conferma dopo che si è riusciti ad ottenere la collaborazione di alcune persone vicine ai membri del sodalizio criminale, le cui dichiarazioni testimoniali hanno permesso di ricostruire il nuovo quadro criminale barrafranchese.
I soggetti arrestati sono:
ØRitenuti responsabili di omicidio:
–TAMBÉ Luigino, 35enne, barrese, pregiudicato, coniugato, ritenuto responsabile unitamente al fratello TAMBÈ Carmelo dell’omicidio Caronte e, unitamente a LA ROSA Orazio, dell’omicidio Marotta;
–TAMBÉ Carmelo, 28enne, barrese, pregiudicato, ritenuto responsabile unitamente al fratello TAMBÈ Luigino dell’omicidio Caronte e, unitamente a LA ROSA Orazio, dell’omicidio Marotta;
–LA ROSA Orazio, 40enne, barrese, pregiudicato, ritenuto responsabile unitamente a TAMBÈ Luigino e Carmelo dell’omicidio Marotta;
–SALVAGGIO Alessandro, 37enne, barrese, pregiudicato, già detenuto presso il carcere “Pagliarelli” di Palermo.
Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati recuperati oltre 200 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, due pistole con matricola abrasa ed illegalmente detenute e il relativo munizionamento.
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