Chi semina vento raccoglie tempesta 4
Piazza Armerina, 24/01/2012 - (Mauro Farina) - Sventato il goffo tentativo del segretario generale del Comune di Piazza Armerina di fermare la mozione di sfiducia, i nove firmatari del documento di censura al disastroso operato del sindaco Nigrelli si sono galvanizzati ed hanno ritrovato nuovo entusiasmo. L’avventata manovra messa in essere dalla dama di Ferro non ha ottenuto il risultato sperato dal precario inquilino di Sala delle luci e quindi riprende il conto alla rovescia che ci porterà alla resa dei conti.
Qualunque sarà l’esito della votazione, è certo che questo sindaco è già sfiduciato nei fatti, inesorabilmente bocciato dal popolo che non nasconde l’insofferenza per una gestione disastrosa della cosa pubblica. E quasi scimmiottando un post it scritto da Nigrelli nel 2006, sono in molti ad averlo ribattezzato il sindaco Giufà. Ed oggi proponiamo all’attenzione dei nostri lettori il post it numero 58 pubblicato dal professore Nigrelli il 29 ottobre del 2006 nel suo velenoso sito www.piazza-grande.it.
Cambiate nomi e circostanze e vedrete come le schifezze che scriveva allora calzano a pennello adesso su di lui e sulla sua nefasta esperienza amministrativa.
Il paese dei Giufà di Carmelo Nigrelli
Chi si domandava da più di due anni se a Piazza ci fosse un'amministrazione comunale, un sindaco o, comunque, qualcuno che ne reggesse le sorti adesso ha la risposta.
Un sindaco c'è. O quanto meno un'amministrazione.
Quale l'epifania del lieto e non scontato evento? Ma la rotatoria, naturalmente. Da un decennio circa il segno indelebilmente tracciato nel solco della storia da sindaci volitivi e decisi è, in molti centri siciliani, la rotatoria. La mitica rotatoria che una volta vedevamo solo nei film di Starsky e Hutch, poi in quelli del Commissario Rex o che veniva raccontata da chi aveva la ventura di guidare nella pianura padana.
Non c'è paese, dunque, in cui un fattivo amministratore non ha, con fiera fermezza e sprezzo del ridicolo, inserito in un incrocio (uno qualunque, purché visibile) una bella aiuola rotonda attorno alla quale fare girare le automobili.
In fondo rimaniamo tutti un po' bambini e fare qualche giro in tondo con l'automobilina ci diverte. Se non che, con le auto vere ci si può far male e la rotatoria sperimentalmente piazzata all'ingresso nord della città, in prossimità dell'incrocio tra la via gen. Gaeta e la via Renato Guttuso sembra fatta apposta per generare incidenti. È tecnicamente sbagliata e non risolve, ma aggrava i problemi che, peraltro, erano affrontati e risolti dal semaforo adesso tristemente singhiozzante. Speriamo che non si aspetti qualche evento grave per accorgersene.
Intanto noi siamo contenti. A Palazzo di Città c'è qualcuno.
Contemporaneamente abbiamo avuto un'altra certezza. In Consiglio comunale molti dei componenti vanno come ad una beauty farm: lasciano ogni pensiero fuori e "staccano la spina" del cervello. Abbiamo capito, vanno in Consiglio comunale per distrarsi facendosi quattro risate.
Solo così si spiega come un consiglio comunale pieno, seppur non zeppo, di persone di buona e, a volte, grande intelligenza, abbia potuto esitare una delibera sostanzialmente cretina. Si, proprio cretina. Perché in nessun altro modo si può definire la delibera con la quale, nel momento in cui si conferma l'area prevista dal PRG per il mercato settimanale, si individua, come sede provvisoria, quella del piano S. Ippolito, già negativamente sperimentata, piccola, scomoda e, come ha notato perfino il sindaco, causa di «una congestione ancora più grave e sommi pericoli in ordine alla sicurezza pubblica e al funzionamento di servizi pubblici essenziali».
Venti anni fa Ino Fonti dedicò alcuni brevissimi racconti in vernacolo a Giufà, uomo sciocco o che si finge sciocco, uno dei quali narra di Giufà sindaco di Piazza. E in questa storia, i piazzesi che lo eleggono sindaco sembrano essere più sciocchi dello stesso Giufà. Egli sembra ancora una volta sciocco, ma forse fa finta di esserlo per avere il sostegno dei suoi (questi sì) schiocchi concittadini.
Così le vicende di questi giorni fanno pensare che di Giufà non ce ne sia solo uno che siede nella Sala delle Luci, ma che ve ne siano tanti, anche a Palazzo di Città. Sono Giufà o fanno finta di esserlo?
Enigma difficile da sciogliere, ma che ha una solo risposta certa: il sorriso dei cittadini che seguono questi fatti è sempre più amaro, consapevole del declino.
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