Ci vorrebbe un amico...
Piazza Armerina, 18/01/2012 - Ci vorrebbe un amico! La famosa canzone di Antonello Venditti sembra essere diventata la colonna sonora della politica piazzese. La intonano i dodici consiglieri comunali intenzionati a votare la mozione di sfiducia e la intona il sindaco, nella speranza di salvare la sua sgangherata poltrona.
La melodia cantata in coro dai nove consiglieri di centro destra firmatari della mozione di sfiducia Fioriglio, Incardona, Falcone, Cursale, Marotta, Gagliano, Paternicò, Picicuto e Trebastoni (?) e dai tre dissidenti del PD Capizzi, Centonze e Capizzi (che pur non avendo apposto le loro firme in calce al documento, si dicono pronti a votare la sfiducia in aula), sembra non aver ancora incantato il tredicesimo corista, indispensabile affinché la mozione passi e si mandi a casa il sindaco.
Maggiore successo sembrerebbe avere avuto invece il canto melodioso di Nigrelli, che ha trovato qualcuno disposto a lanciargli un’insperata ciambella di salvataggio (i termini marinareschi e legati ai naufragi sono tristemente attuali!).
Si tratta del Segretario Generale del Comune di Piazza Armerina Carolina Ferro, che ha tirato fuori l’asso dalla manica ed ha gettato ombre di illegittimità sul documento di sfiducia depositato al protocollo del Comune lo scorso 2 gennaio.
A quanto è dato a sapere l’indefesso capo della burocrazia piazzese ha riscontrato alcune anomalie che si è affrettata ad osservare e che amabilmente ha notificato al presidente del Consiglio comunale Giuseppe Venezia, chiedendogli di cestinare la mozione e di non portarla in aula per la discussione.
Un favore mica da niente, che servirà comunque ad allentare la tensione del momento ed a tentare di innescare il sempre presente rischio di ripensamenti dell’ultima ora.
Siamo convinti che la decisione di stoppare la mozione di sfiducia nasca dall’integerrima volontà del Segretario Generale di garantire la legittimità degli atti che l’Ente è chiamato a consumare e non, come qualche maligno insinua insistentemente, dalla delittuosa volontà di frenare il tentativo di spallata a chi cerca di resistere ad una improbabile, ma sempre possibile, capitolazione.
Conosciamo personalmente la dottoressa Carolina Ferro e sappiamo che, in rispetto anche del cognome che porta, è una donna tutta d’un pezzo che mai sacrificherebbe la sua imparzialità e la sua equidistanza per rendere servigio al potente di turno. Quindi basta malignare!
Piuttosto conviene concentrarsi su cosa potrebbe esserci di così illegittimo nel documento di sfiducia presentato. Se è solo una questione legata all’illeggibilità di alcune firme, ciò è facilmente risolvibile: basterà invitare i consiglieri comunali firmatari a riapporre le loro firme sul documento o, come estrema ratio, riapporle in un nuovo documento da ripresentare immediatamente.
In questo caso si sarà ottenuto semplicemente il risultato di ritardare di qualche giorno la resa dei conti. Il Segretario Generale potrà essere fiera di aver fatto rispettare le regole in maniera scrupolosa ma il suo provvedimento non potrà fermare una legittima procedura avanzata dai consiglieri dell’opposizione, ma voluta fortemente dalla maggioranza dei cittadini piazzesi.
È certo che se la sfiducia potessero votarla i cittadini, sarebbe un plebiscito e Nigrelli verrebbe spazzato via come foglia secca in autunno.
Ma purtroppo a decidere le sorti della Città saranno chiamati i consiglieri comunali, alcuni dei quali non hanno alcun spessore politico e, anziché rappresentare la volontà dei cittadini, preferiscono raccogliere qualche mollichina che potrebbe tornare utile per sé o per qualche amico o parente.
E d’altronde in un contesto politico dove la dignità sembra avere abdicato a favore della spregiudicatezza e del tornacontismo, c’è da aspettarsi davvero di tutto.
Vedremo nelle prossime ore che piega prenderà questo nuovo colpo di scena.
Intanto Nigrelli un' amica l’ha trovato!
Mauro Farina
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