Traballa la sedia di Nigrelli
Piazza Armerina, 04/01/2012 - Il 2012 si apre con il migliore degli auspici per il popolo piazzese: l’opposizione al sindaco Nigrelli si è decisa a presentare la tanto paventata mozione di sfiducia ed entro trenta giorni il presidente del Consiglio, minoritario e di parte, sarà costretto a convocare la seduta per discuterla e votarla.
C’è chi gioisce, chi ostenta sicurezza e chi invece è terrorizzato da ciò che potrebbe scatenarsi all’improvviso. Una mozione di sfiducia sconvolge la normalità della politica ed innesca meccanismi difficilmente controllabili.
Sulla carta i consiglieri comunali votanti la sfiducia dovrebbero fermarsi a dodici, insufficienti a mandare a casa il sindaco. Ma in aula tutto potrebbe succedere e gli equilibri potrebbero clamorosamente sconvolgersi al termine del dibattito.
Nigrelli non dormirà in questi giorni sonni tranquilli; finalmente la sua inefficienza e la sua approssimazione amministrativa saranno portate alla sbarra e lui sarà chiamato personalmente a rispondere di tre anni di disastrosa gestione della Cosa pubblica.
Una bocciatura senza appelli firmata da nove consiglieri comunali, ma che idealmente viene sottoscritta da migliaia di cittadini, stanchi del degrado in cui è stata trascinata la Città.
È opportuno ed imprescindibile provare a disarcionare un condottiero confuso, etereo e lontano dalle reali problematiche della collettività che rappresenta.
Nigrelli si è caratterizzato in questi anni per la sua arroganza, per l’assoluta mancanza di dialogo con l’organo supremo di controllo che è il Consiglio comunale, per una incolmabile distanza con i cittadini, per la sua puzza sotto il naso che gli ha impedito finanche di percepire i nauseabondi miasmi che provengono dalla sua giunta.
Non ne ha azzeccata una, il sindaco radical chic. Dei suoi melensi discorsi snocciolati durante la campagna elettorale del 2008 tutto è stato disatteso. Solo una promessa Nigrelli ha mantenuto: la trasparenza.
La sua azione politica ed amministrativa è così inconsistente e così approssimativa che certamente egli passerà alla storia di Piazza Armerina come il sindaco trasparente, che non lascia alcuna traccia di sé.
Adesso la parola passa ai consiglieri comunali ed alla loro coscienza, con la speranza che il canto delle sirene non incanti qualche sciagurato naufrago della politica piazzese.
I venti consiglieri comunali (anche quelli che ostinatamente continuano ad appoggiare l’amministrazione Nigrelli) dovrebbero riflettere e ripercorrere con la mente cosa sono stati questi tre anni e mezzo di legislatura e quali danni ha provocato alla Città.
La speranza è che a prevalere siano la trasparenza (questa volta intesa come linearità e chiarezza), l’onestà intellettuale e l’amore per Piazza Armerina.
Se così fosse, Nigrelli sarebbe spacciato.
Mauro Farina
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