Addio Smokino
Piazza Armerina, 21/07/2009 - Anche da Facebook si leva alto un grido d’allarme sul fenomeno dell’avvelenamento di cani nel territorio di Piazza Armerina, generato dalla morte di un simpatico cagnetto di nome Smokino. Una impressionante moria che coincide stranamente con la derattizzazione ordinata dal Sindaco: decine di poveri cani incolpevoli stanno morendo in questi giorni a causa dei bocconi avvelenati che sono stati disseminati sull’intero territorio. È questo il grido di rabbia che si leva dal gruppo di Facebook e dall’Associazione animalista UNA Armerina che denuncia come in questo periodo le segnalazioni ricevute sulla moria di randagi stia assumendo dimensioni preoccupanti. L’Amministrazione comunale sembra assistere in colpevole silenzio a questo fenomeno, come se fosse normale stroncare la vita in maniera così atroce agli sfortunati randagi. Il sospetto che si insinua nei cittadini è che in fondo questo sterminio torni un po’ utile a tutti quanti, come un atroce sistema di ridimensionamento del randagismo di hitleriana memoria. Dimostrata tutta l’incapacità a gestire ed arginare il fenomeno, se a dare una mano d’aiuto vengono le esche avvelenate disseminate per i topi, ben venga! I risultati cominciano a farsi notare: i randagi si sono dimezzati, ma a quale prezzo? La coscienza degli amministratori non rimorde? Il terrore si sta propagando anche tra i proprietari dei cani domestici che intuiscono un terribile pericolo per i loro amici a quattro zampe. «Bisogna prestare particolare attenzione quando si portano a spasso i propri cani, non bisogna liberarli dal guinzaglio e bisogna stare particolarmente attenti a che non ingoino mortali bocconi» è il drammatico appello lanciato da Gianluca Messina, segretario di UNA Armerina.
Su Facebook si è aperto un gruppo denominato “Quelli che volevano bene a Smokino”: Smokino (nella foto) era un simpatico cagnetto che è morto avvelenato da uno di questi bocconi. Il sindaco legga i commoventi ricordi postati, legga la disperazione di chi ha amato questo fedele ed innocente amico e si decida ad affrontare seriamente il problema del randagismo e della tutela sacrosanta degli animali. Tragga prezioso aiuto dai suggerimenti competenti e disinteressati che provengono dall’Associazione Una Armerina e la smetta di cercare soluzioni palliative e di comodo, alimentando un sistema che non porta a risultati concreti. L’istituzione dell’anagrafe canina e della microchippatura è stato un primo segnale importante ma inutile, se slegato da altre misure più incisive. Bisogna garantire agli animali il diritto ad una vita dignitosa, soprattutto nei confronti di quelli che hanno già vissuto la sventura di essere abbandonati dalle bestie a due zampe e che in conseguenza di ciò sono costretti ad una vita raminga e piena di stenti. Si accerti il Sindaco che le esche avvelenate per i topi non siano la causa di queste morti diffuse tra i cani o, se si dovesse accertare che invece ne è la causa, agisca in fretta a tutela dei cittadini e degli animali. Perché agli amici animali non si deve pietà, ma giustizia.
Mauro Farina
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